La sfida a destra di Bruni raccontata da Adriana Poli Bortone, eterna rivale di Fitto

lunedì 27 luglio 2020

Coerenza e impegno: sono queste le parole chiave della candidatura di Pierfranco Bruni alla presidenza della Regione Puglia. A tracciare un profilo umano del candidato è la prof.ssa Adriana Poli Bortone, attualmente esponente di "Movimento Sociale Fiamma Tricolore", ex sindaca di Lecce (1998-2007), è stata varie volte senatrice, deputata ed europarlamentare, oltreché Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali del Governo Berlusconi I (1994) e Vicepresidente della Camera dei Deputati (1994). Si dice che Adriana Poli Bortone non sia diventata presidente di Regione per un veto di Fitto: da allora tra i due c'è stata solo guerra, celata da qualche accordo di "buon viso a cattivo gioco".

Nell'intervista che ha concesso al nostro giornale, non ha mancato di criticare il metodo dei "livelli romani", ovvero della scelta - da lei definita "antidemocratica" - di spartirsi a tavolino le candidature nelle varie regioni, trincerandosi dietro un triumvirato (FDL, FI e Lega) e senza coinvolgere altri attori nelle trattative.
In maniera pragmatica, si è detta favorevole a questa impostazione del Recovery Fund per aiutare l'Italia, negando l'utilità del Meccanismo Europeo di Stabilità. Il ruolo dell'istituto retto da Klaus Regling si conferma unificante nell'agone ideologico di Centrodestra e Destra, capace di mettere d'accordo le varie anime che compongono questo vasto mondo, ad eccezione di Forza Italia.

Onorevole, quali sono le ragioni di fondo per candidatura di Pierfranco Bruni in chiave anti-Fitto?

"In verità, non è una candidatura anti-Fitto. È una candidatura di Destra, di un intellettuale che con coraggio finalmente ha deciso di mettersi a disposizione della Destra. Niente di più e niente di meno. Non è contro nessuno, ma è per affermare i valori della Destra di sempre, Pierfranco Bruni non è approdato adesso a Destra, ma c'è sempre stato da quando è nato: tutti i suoi libri, tutte le sue attività, è stato tutto determinato da quei valori fondanti della Destra". 

Capovolgendo il quesito, perché proprio Pierfranco Bruni per questo compito, l'intellettuale candidato al Nobel?

"È un'espressione della cultura di Destra, noi sappiamo che a livello nazionale c'è grande carenza di espressione di cultura ideologica in questo senso. Abbiamo colto l'occasione, più unica che rara, di un intellettuale di Destra che si è messo al servizio della Destra. Non andiamo a vedere necessariamente come fare per andare a governare, noi cerchiamo di capire come fare per affermare le nostre idee. È tutta un'altra cosa".

Lei si sente più a destra di Fitto oppure è lei l'unica Destra in Puglia?

"Dovrebbe chiedere a Raffaele Fitto se si sente di Destra, non a me. Bisognerebbe chiedergli come mai, entrati in un contenitore come quello, lui si senta di Destra".

Quali sono le priorità programmatiche di questa candidatura?

"Innanzitutto, noi dobbiamo fare della cultura una vera e propria industria culturale della Puglia. In questi anni, specialmente, la Regione non ha dato buona prova di sé. Dobbiamo utilizzare bene e correttamente i fondi strutturali europei. Dobbiamo ambire alla partecipazione dei lavoratori nelle nostre aziende in termini di Cogestione: questo è un tema molto caro all'impostazione lavorativa che è nell'ortodossia ideologica della Destra. In agricoltura c'è bisogno di interventi che siano razionali, non che siano casuali e a sbalzo come sono stati in tutto questo periodo. Dobbiamo essere attenti alla riconversione del lavoro, beninteso che l'agricoltura è in crisi, l'industria è in crisi e quindi dobbiamo batterci per le ZES (Zone Economiche Speciali, ndr) a partire da Taranto".

Come vi ponete su temi come Xylella, ex Ilva, gli aeroporti bloccati, i corsi di formazione professionale?

I corsi di formazione professionale sono stata un'invenzione della Sinistra e della Democrazia Cristiana per creare clientela e disoccupati. Se dipendesse da noi, la formazione sarebbe reinserita nelle scuole di formazione, nel sistema scolastico. Laddove dovesse esserci la possibilità per le regioni di intervenire in questo senso, noi ci batteremmo per realizzare questo miglioramento. La formazione, oggi, in Puglia è stata sempre vissuta in maniera clientelare, per dare lavoro ai formatori, come fanno i Cinque Stelle con i "navigator" del Reddito di Cittadinanza. I formati, che non siano formati per il mondo del lavoro, non interessano a nessuno. Per l'Ilva, invece, noi proponiamo la Cogestione, ovvero la partecipazione dei lavoratori alla gestione dell'azienda e naturalmente alla divisione degli utili dell'impresa. Ci sembra un fatto assolutamente innovativo. La Sinistra non ha mai voluto la partecipazione dei lavoratori nelle imprese perché quello stato di cose avrebbe tolto poteri e importanza ai sindacati. La questione degli aeroporti bloccati è frutto di una grave mancanza di pianificazione, che è una colpa solo della gestione Emiliano. Ci portiamo dietro questa situazione da vent'anni ormai. Non si è pensato che ci dovesse essere una rete aeroportuale e che, soprattutto Brindisi, può essere vocata al trasporto in tutta l'area mediterranea. L'area del Mediterraneo, per i governi che si sono succeduti in Puglia, non è stata mai curata abbastanza: la stessa Fiera del Levante è andata in spirale discendente proprio perché non si è tenuto conto dello sviluppo regionale che poteva sfruttare la favorevole posizione geografica. Bisogna rivedere la rete degli aeroporti".

Il movimento è aperto ad alleanze ideologiche con altri gruppi affini oppure anche al civismo?

"Noi siamo già aperti al civismo, nella nostra lista ci sono anche meridionalisti di 'Io Sud'. Siamo aperti in questo senso assolutamente al civismo. Noi, in realtà, a Marzo eravamo disponibili ad alleanze, a maggior ragione con il Centrodestra: invece quello schieramento ha deciso diversamente, riunendosi in tre partiti a Roma e di dividersi le regioni. Non ci sembra un percorso né democratico, né di partecipazione, né di allargamento del consenso.

Tema Europa: Sì al Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) oppure sono sufficienti i fondi strutturali europei, il Recovery Fund, il quadro finanziario pluriennale e strumenti come BEI, Sure ecc…?

"L'accordo approvato recentemente, se ben vissuto, con la Regione che prende posizione, può essere utile. L'Italia non ha mai avuto un ruolo importante nella cosiddetta "fase ascendente" dell'utilizzo dei fondi europei: la fase ascendente è quella che viene dai territori. Lei ha mai visto un Presidente di regione che ha riunito sindaci, autonomie, portatori di interesse? Ha mai sentito dire: 'Siccome abbiamo bisogno di portare un piano in Europa, il nostro territorio di che cosa ha bisogno?'. Io non l'ho mai sentito. Adesso bisogna assolutamente muoversi così, perché adesso l'Unione Europea con noi non scherza: ci dà moltissimi soldi, più in prestito che a fondo perduto, ma comunque ce li dà. Giustamente, vuol sapere se li spendiamo bene. L'Europa non ha dato i fondi strutturali tanto per darli, li ha dati per portare avanti la "Politica di Coesione", ovvero per mettere sullo stesso piano anche Paesi diversissimi tra loro per situazione economica e sociale. Noi, del meridione, abbiamo avuto più denaro perché dovevamo metterci al pari con il Nord. Questo non è accaduto, i soldi non sono stati spesi bene. L'Europa ci finanzia, sì, per 36 mesi, poi eventualmente il progetto, se è valido, va avanti da solo: veda che scempio è stato fatto in termini di cultura nella nostra Puglia. Essendoci i fondi del Recovery, utilizziamo quelli. Cerchiamo di non indebitarci ulteriormente, sono contraria attualmente al Meccanismo Europeo di Stabilità".

Onorevole, quali sono le tre parole d'ordine di Pierfranco Bruni per questa campagna elettorale?

"Le tre parole gliele dirà lui. Ha il pregio di non essere uno dei soliti candidati telecomandati, che agisce sotto dettatura, e che si è messo a disposizione sulla base di una sua libera scelta".

È ipotizzabile, in caso entrambi gli schieramenti dovessero entrare in Consiglio Regionale, un'alleanza tra Centrodestra di Fitto e Destra di Poli Bortone?

"Le alleanze si fanno sui progetti, non sui numeri. Io, da quel gruppo di Centrodestra, non ho sentito programmi. Tra le tante cose avrebbero potuto risolvere il problema della Xylella anche in Europa, almeno chi c'era e faceva il deputato europeo poteva portare all'attenzione dell'emiciclo comunitario questa istanza. È un po' tardi adesso, dopo milioni di alberi estirpati. Dobbiamo affrontare adesso il tema della riconversione della nostra agricoltura, ovviamente se non pensiamo di ripiantare ulivi, che vedremo tra vent'anni, e che saranno uguali a quelli spagnoli. Se faremo così, non avremo una tipicità, perderemo qualità e anche identità. Non ci sono stati grandi sforzi in Europa per aiutarci. In merito al tema più importante in questo momento, quello sanitario, che cosa proponete voi? Per risolvere la questione della mobilità passiva, per l'infrastrutturazione, per gli ospedali chiusi? Dobbiamo rivedere questo piani sanitari. A partire dalla gestione Fitto, sono stati fatti per danneggiare la rete della Sanità in Puglia. La rete sanitaria in Puglia è stata depotenziata. Noi abbiamo un'idea molto chiara in materia: noi pensiamo ad un grande progetto, che coinvolga tutta la Puglia, in cui fare un grande monitoraggio dove si traccia un quadro dei territori in degrado, come caserme e uffici chiusi, per avviarli ad un percorso di rigenerazione urbana. Questo si può presentare come progetto, al governo nazionale, per avere accesso ai fondi del Recovery".  


Thomas Invidia

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